L'incendio
Prima di entrare nel merito degli specifici requisiti normativi “antincendio” riguardanti l’impiantistica riteniamo utile richiamare
l’attenzione sui concetti teorici, sulle regole di base e sulle normative di protezione contro gli incendi riguardanti gli edifici in generale.
Parliamo tecnicamente d’incendio.
L’incendio si può definire una reazione di combustione che avviene in modo violento ed incontrollabile; più precisamente
si può parlare di incendio nel caso di una combustione non voluta ne controllata che si svolge in luoghi non predisposti a
questo fine e che coinvolge combustibili non destinati a tale scopo.
La scienza moderna studia l’evento incendio analizzandone i singoli fattori quali:
- origine,
- alimentazione,
- propagazione,
- estinzione,
- esame dei danni causati.
L’origine del fuoco, e dell’incendio che da esso ne deriva, è dovuto alla
contemporanea presenza di tre elementi:
- combustibile,
- comburente,
- causa di innesco.
Una volta innescato, le fasi dell’incendio avranno una
durata e uno sviluppo in funzione di:
- quantità e caratteristiche dei materiali combustibili coinvolti,
- distanza fra i vari materiali combustibili,
- quantità di comburente presente.
La frequenza e le probabilità di incendio di un fabbricato dipendono invece da:
- tipo di edificio,
- destinazione d’uso,
- manutenzione degli impianti,
- quantitativo di combustibile presente (carico d’incendio).
Per la precisione si ricorda che il “carico d’incendio” è un indice del grado di pericolosità e di intensità dei possibili incendi
e che fanno parte del carico d’incendio, oltre al contenuto, anche i materiali infrastrutturali e di finitura dell’edificio.
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